-
Haiku #19.06.2016
Panorami pensavi di non ritrovare, orizzonte l’occhio si riposa, senza cercare confine sicuro. “Panorama” olevano romano (Rm) – Italia
-
Haiku #15.06.2016
Sul finir del giorno, luce a ferire viola, bucare il nero. “Un giardino” Monte Compatri (Rm) – Italia
-
Haiku #05.04.2016
Roma è Pasqua, stagione in anticipo fiorisce, inaspettate piazze di città. “Piazza Cesarini Sforza” e la Paulownia Tomentosa, Roma – Italia
-
Haiku #26.03.2016
Riposo, camminando sul prato un arco, mille petali. Area archeologica di “Carsulae” Terni – Italia
-
Caffettiera
Caffettiera Borbotta, rimbrotta, gorgheggia, aleggia, si scalda, si sveglia e allegro riecheggia il caffè! Tempo modesto, cielo pesto, vento fresco, per nulla funesto dell’inverno il resto! M. L. D. 05.03.2016
-
Tavoliere verso
Tavoliere verso Solitudini, unicità poetiche, rotazioni respiro di vento, ali metalliche, mani nel grigio di un’aria che fu. Puglia inizio del Tavoliere M. L. D. 28.02.2016
-
Eterno riflesso
Eterno riflesso Roma eterno riflesso, di volti, passi e graffi, sottovetro, sottovuoto, muri, larghi, pareti e scavi. Passa, su te passa un tram, un cane, e là un gatto ti osserva e poi dorme. M. L. D. 09.10.2015
-
Orbetello, istante
Orbetello, istante Davanti la calma lagunare rimane solo da respirare, in momento vola il gabbiano, stridulo il suo richiamo, vola leggero il poetico aliante meraviglia il cielo grigio in un istante. M. L. D. 28.02.2015
-
Fine Agosto 2014, finestra vista mare
Quotidien a tre passaggi, spesso fotografo in maniera seriale, mi è successo con molte cose, anche non incontrandole davanti agli occhi quotidianamente, ma quel giorno fu impossibile resistere, noi amici, fondatori ed interpreti di Discorsi Fotografici partecipavamo come partner alla IV edizione del Nettuno Photo Festival “Attraverso le pieghe del tempo”, ed avevamo una bellissima arieggiata e panoramica postazione nel…
-
All’altezza dei suoi occhi
“Zia” “Si, dimmi Cate’” “Perché piange?” “Ma chi sta piangendo?” “Zia, ma non lo vedi? Quella pianta sta piangendo”. Camminavo con lei per mano, io guardavo più su del mio naso, quasi gli occhi al cielo, lei guardava all’altezza del suo nasino, delle scarpe pulite avevamo ormai un lontano ricordo, ma non ci importava, l’importante sarebbe stato pulirle prima di…