Settimanale provinciale
Lunedì:
Riposo settimanale.
Martedì:
I sampietrini agli angoli dei vicoli sono ancora freschi protetti dai cornicioni sporgenti, il vecchio forno profuma di zucchero cotto, sulla porta del negozio di scarpe una bimbetta bisticcia con la confettura del fagottino che tiene con entrambi le piccole mani, il profumo svanisce appena svolti il vicolo e incontri la bottega della parrucchiera che già fa la piega alla prima cliente, il phon è meglio al mattino, decisamente! La banconista del piccolo bar sullo slargo più sotto, in attesa dell’arrivo del titolare, lucida i vetri e allinea sotto i tavolini le nuove sedie di legno di un bel verde pastello vecchio stile, che sta di nuovo girando anche tra i jeans a vita alta delle ragazzine che aspettano l’autobus per andare al lago. Una vecchina con le ciabatte ortopediche legge una rivista a colori seduta al posto dei ragazzi sulla panca del pub, all’ombra del grande platano. Tira un po’ di venticello ma alla cicala non basta e canta!
Mercoledì:
C’è un colombo sul selciato, incede a passo alternato, sembra ballare uno strano fox trot. Il cortile dei gatti bianchi come ogni mattina è chiuso, ma più in là un micio sottile e nero, beve dalla fessura apertasi tra i due blocchi della fontanella pubblica, parecchio mal messa. Nella strada parallela, uno, due, tre, quattro “chiuso per ferie”, dopodiché una bottega aperta, tre gradini a scendere è il calzolaio “Pie’ Veloce” attacca suole e tacchi, tra lucido e colla sale l’odore del solvente evaporato, evidentemente le scarpe hanno possibilità di riparazione anche in agosto. In controtendenza al clima generale è aperta la biblioteca comunale. All’angolo dell’ultimo vicolo prima della piazza, la vetrina dell’artigiano del vetro mostra eleganti trasparenze colorate e ciondoli che sembrano frutti e fiori appena glassati. Lì in alto di spigolo al palazzo, sul cielo, già azzurro pieno, campeggia la scritta solitaria dell’insegna ad angolo “MOTO”!

Giovedì:
Interdetto l’operaio del servizio giardini osserva il prato, cinghiali in scorribande notturne hanno lavorato in barba al suo taglia erba. Tintinnii di cucchiaini su tazzine riecheggiano dal bar “Le Chantilly” la loro crema al caffè è da provare, invece per i cornetti è meglio il bar all’angolo più sotto, la glassa non appiccica. Il ragazzo della società di spedizioni sta litigando con il carrellino e il sampietrino, non sa che più in là, poveretto, lo aspetta anche la scaletta del retrobottega del tabaccaio. Due signore vestite in rosso bordeaux (si saran messe d’accordo prima di uscire chissà!) chiacchierano fitte in dialetto con le buste della spesa, in cotone ormai tutti siamo “eco”, già belle piene. Il cortile della scuola elementare che dà su la piazzetta più in alto, giace silente, a parte il frinire di cicale e i merli saltellanti, per i grilli toccherà aspettar serata e per i bimbi settembre. Dietro il parapetto, in mattoncini rossi, del viale a mezza costa, di fronte alle fraschette ancora chiuse, compare Roma ma oggi ha l’aria stanca. Se giri la testa a sinistra il campanile biforato ancora porta con orgoglio le medaglie di ceramica colorata, belle lucide che sembra passato dal laboratorio di french manicure che ha appena aperto sulla stradina là di lato.
Venerdì:
È Francesco il figlio del dirimpettaio, sta protestando contro acqua e sapone, il grido reazionario è quello di sua madre, è disperata con lui e con il cane, rieccolo che cerca di intrufolarsi in casa insieme alla polvere. Davanti alla finestra lato ovest, tre, anzi quattro filari di fagioli ben regolari e fogliati fanno da palco alle farfalle bianche e dire che le chiamano Cavolaie, ma a loro piacciono i fagioli, mah. La gatta, quella bianca con i refusi soriani, sta impunita sotto la parvenza dell’ulivo, povero, l’ulivo ovviamente, invano cerca di riprendersi dal gelo di aprile, ha tutta l’aria da vecchio gallo spennato a fine carriera. Prima macchina, ecco la seconda che passa, per la terza, beh almeno bisogna aspettare una ventina di minuti, l’estate fa silenzio caldo, cicale e compaesani in ferie. Sottofondo discontinuo il tagliaerba inesorabile del vicino, lotta aperta alla gramigna, parapiglia di frammenti verdi, la moglie già è pronta con la scopa da giardino, non si sa mai usi l’altra è capace di restare urtata una settimana. Sembra che il vicinato abbia ingaggiato una sorta di guerra di sopravvivenza per la pulizia, Francesco non cede, è sempre lui che grida “non voglio!” Friuuuuufp, è il turno del postino, suona al civico 75, per fortuna è quello accanto, sbirciando si nota tra le lettere bianche la busta verde, mi spiace signora: “AG direi multa in arrivo”. Finestre lato sud, la vecchietta del civico 79 accosta le imposte, non ha mai fatto pace con il clima, in inverno maledice fili d’aria, in estate borbotta con il sole.
Sabato:
Mercato settimanale.
Domenica:
Rosso di calendario.
M. L. D. Agosto 2018


